Benvenuti in Italia. Cosa possiamo offrirvi?

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La gente è pazza. Stadio Olimpico di Roma. Finale Juve-Napoli. Piove. Appena in stazione, un indiano senza pisello piscia per strada da steso. Record. Piove. Arrivo il albergo e poi si parte per lo stadio. Metro. Entriamo ma poi, cambiata idea, non riusciamo più a risalire. Dopo aver girato come sorci, ritorniamo un superficie giusto in tempo per la pioggia. Piove. Taxi. Zona stadio perché la polizia ha chiuso i varchi. Passiamo il ponte circondati da tifosi. Piove. Ritiro i biglietti gentilmente offerti e il gruppo si prepara ad entrare. Ai cancelli m’ispezionano un pacchetto di gomme una ad una. Piove. Entriamo. Non piove.

Andiamo a mangiare qualcosa a scrocco. Torniamo ai posti senza trovare uno straccio di hostess che se non ti dice dove devi andare non è mica lostess. Soliti furbi che si siedono a cazzo. Gruppo di napoletani bardati da Juventini si avvicina e senza nemmeno guardare il campo, con una leggerissima cadenza campana, rivolgendosi alla curva dei napoletani dice: Munnezze!!! Rido senza muovere un muscolo anche perché la mia zona è bianconera che nemmeno ai tempi del cinema muto era così bianconero. Prima dell’inno la curva e la mia zona (Tribuna Montemario), ricordano ai supporter azzurri, con la stessa delicatezza delle hostess in aereo che ti mostrano il salvagente fregandosene altamente perché tanto stai sorvolando le Ande, che il Vesuvio ci deve lavare, ci danno il benvenuto in Itaglia, ci ricordano che loro non sono napoletani ma anche calabresi, siciliani e sardi e ci ricordano che i campioni dell’Itaglia sono loro (non so perché sento Itaglia e non Italia…).

What Nature Taught Me

Parte l’inno e la parte napoletana fischia. Premesso che la trovo una cazzata fischiare l’inno ma bisogna solo ricordare che:

A) lo canta Arisa e quindi viene spontaneo come dire….

B) Arisa è juventina e viene spontaneo come dire…

C) in tribuna d’onore c’era Schifani.

Non aggiungo altro.

Inizia la partita dopo il minuto di silenzio interrotto ogni tanto da qualche genio che urlava: Napoletani siete delle merde! E da qualche genio azzurro che diceva la sua. la partita inizia. Mentre i secondi passano, io vi devo sentire, come il rosario alla messa delle 07:30 che il Vesuvio ci deve lavare, che siamo in Itaglia (scusate ma io continuo a sentire questo..sarà per il miscuglio di dialetti…), eccetera eccetera. Poi segna il Napoli e chissà per quale motivo i napoletani esultano. Non lavezzero mai fatto…Urla, spintoni, insulti…Poi il Napoli segna di nuovo e quei pazzi di tifosi che fanno? Esultano di nuovo! Degenerazione totale. Lancio di ombrelli. Bimbi piccoli che piangono e che i genitori cercano di tranquillizzare ma senza riuscire perché i tifosi juventini erano incazzati con quelli che avevano esultato, tipo il bimbo! E io osservo la scena e non capisco perché certa gente c’è. Perché non viene sostituita, così come avviene per i calciatori. E pensando pensando il Napoli alza la Coppa. Ultimi residui di odio sugli spalti e poi ognuno a casa sua. Ultimo episodio che vorrei ricordare è questo: sul ponte davanti allo stadio incrociamo un gruppo di juventini incappucciati e armati di spranghe (circa trenta persone, tra i quali riconosco il perito elettromeccanico, il postino, il chierichetto) che d’un tratto attraversa la strada e si lancia verso un gruppeto di circa 8 persone (tra le quali 3 pericolosissime donne), decisi a farli neri. Ma c’è un problema: sono juventini anche quelli. E allora come gli stormi che danzano nell’aria a fine giornata in estate, il gruppetto armato ritorna da dove era partito. Magari tornassero tutti lì.

 

3 Comments

  1. Mr. Themelovin Rispondi

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  2. John Doe Rispondi

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    • Mr. Themelovin Rispondi

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