La vera storia semi comica della donna incita che per salvarsi la vita decise di darsi delle arie.

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Ufficio postale. Uno dei tanti sparsi per l’Italia, che al momento di questo scritto è ancora uno Stato unico che spazia dalle Alpi a Lampedusa. Fila di pensionati in attesa, vogliosi di pagare luce, gas, acqua e olio tutto bene, grazie. I soliti impiegati disponibili dietro ai vetri anti proiettili. Colpo di scena: BOOM!!! Ad un uomo cade un plico che, cadendo a terra, fa rumore. Gli altri, ringraziano per la sollecitazione coronarica ricevuta. Tutto filava in quella fila immobile quando, d’un tratto, una donna apparentemente incinta, entra nell’ufficio. Non se ne accorge nessuno. La donna si mette in fila. Il vecchio che la precede la guarda in cagnesco e abbaia. Quello prima, in gattesco e miagola. Quello prima ancora in coccodrillesco ma… il coccodrillo? Il coccodrillo? Il coccodrillo come fa? Non c’è nessuno che lo sa… (a sfumare). La fila inizia a rumoreggiare e, uno per volta, soffitti esclusi, guardano la donna in Stato interessante pur trovandosi in Italia. La fila teme che quella donna possa avanzare richieste assurde… tipo, non so, passare avanti visto il pancione. La fila si compatta dietro allo slogan: CI DEVE SOLO PROVARE LA PANZONA!!! La donna avverte gli sguardi di odio che provengono da quelle miti persone. Miti fino a 30 secondi prima. L’impiegato dietro al vetro accenna ad un leggero movimento della testa che sembra rivolgersi verso la donna ma la fila, compatta, guarda l’impiegato che, freddato dallo sguardo amorevole del gruppo di neo assassini, finge di fare riabilitazione cervicale e riabbassa lo sguardo. Sistemato l’impiegato, la folla si concentra sulla donna incinta, sempre più isolata dal gruppo. La futura mamma respira profondamente poi decide di fare una mossa a sorpresa per cercare di svincolarsi dall’angolo. Sorride, poi toccandosi la pancia dice: Mamma mia. Devo prendermi qualcosa perché ho tutta quest’aria nella pancia che non riesco a tirare fuori. No, non vi preoccupate che non la tiro fuori ora. Il medico mi ha detto che devo aver mangiato qualcosa che mi ha fatto male. Sono gas. Pensate che spesso la gente pensa che sono incinta ma non è così. Ieri, in macelleria, una persona voleva farmi passare avanti ma prima che la fulminassero gli altri, ho subito detto del problema che ho. Pure in autobus mi capita. Qualche giorno fa un signore, buonanima, si è alzato per cedermi il posto. Non ho fatto in tempo a dire che non ero incinta che è subito volato dal finestrino mentre si scatenava una simpatica rissa tra i legittimi eredi al posto. Sapete per caso che ore sono che devo prendere il carbone attivo, così mi sgonfio un pochetto?

 

La fila sorride e l’atmosfera si rasserena. Ufficio postale. Uno dei tanti sparsi per l’Italia, che al momento di questo scritto è ancora uno Stato unico che spazia dalle Alpi a Lampedusa. Fila di pensionati in attesa, vogliosi di pagare luce, gas, acqua e olio tutto bene, grazie. I soliti impiegati disponibili dietro ai vetri anti proiettili. Colpo di scena: BOOM!!! Ad un uomo cade un plico che, cadendo a terra, fa rumore. Gli altri, ringraziano per la sollecitazione coronarica ricevuta. Tutto filava in quella fila immobile quando, d’un tratto, una donna apparentemente incinta, entra nell’ufficio. Non se ne accorge nessuno. La donna si mette in fila. Il vecchio che la precede la guarda in cagnesco e abbaia. Quello prima, in gattesco e miagola. Quello prima ancora in coccodrillesco ma… il coccodrillo? Il coccodrillo? Il coccodrillo come fa? Non c’è nessuno che lo sa… (a sfumare). La fila inizia a rumoreggiare e, uno per volta, soffitti esclusi, guardano la donna in Stato interessante pur trovandosi in Italia. La fila teme che quella donna possa avanzare richieste assurde… tipo, non so, passare avanti visto il pancione. La fila si compatta dietro allo slogan: CI DEVE SOLO PROVARE LA PANZONA!!! La donna avverte gli sguardi di odio che provengono da quelle miti persone. Miti fino a 30 secondi prima. L’impiegato dietro al vetro accenna ad un leggero movimento della testa che sembra rivolgersi verso la donna ma la fila, compatta, guarda l’impiegato che, freddato dallo sguardo amorevole del gruppo di neo assassini, finge di fare riabilitazione cervicale e riabbassa lo sguardo. Sistemato l’impiegato, la folla si concentra sulla donna incinta, sempre più isolata dal gruppo. La futura mamma respira profondamente poi decide di fare una mossa a sorpresa per cercare di svincolarsi dall’angolo. Sorride, poi toccandosi la pancia dice: Mamma mia. Devo prendermi qualcosa perché ho tutta quest’aria nella pancia che non riesco a tirare fuori. No, non vi preoccupate che non la tiro fuori ora. Il medico mi ha detto che devo aver mangiato qualcosa che mi ha fatto male. Sono gas. Pensate che spesso la gente pensa che sono incinta ma non è così. Ieri, in macelleria, una persona voleva farmi passare avanti ma prima che la fulminassero gli altri, ho subito detto del problema che ho. Pure in autobus mi capita. Qualche giorno fa un signore, buonanima, si è alzato per cedermi il posto. Non ho fatto in tempo a dire che non ero incinta che è subito volato dal finestrino mentre si scatenava una simpatica rissa tra i legittimi eredi al posto. Sapete per caso che ore sono che devo prendere il carbone attivo, così mi sgonfio un pochetto?

La fila sorride e l’atmosfera si rasserena.

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  1. Mr. Themelovin Rispondi

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  3. Mr. Themelovin Rispondi

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