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UPDATE

 

 

Le idee hanno bisogno di spazio, per nascere, crescere e svilupparsi. Ecco perché serve una bella scatola cranica e non un palazzo di 3, 4 o 50 piani. Qualcuno potrebbe dirvi: "Nel palazzo di 6 piani abbiamo 478 creativi e quindi 478 cervelli che di sicuro sono meglio di uno!"
Potrebbe essere.
Ma lasciate che vi dica una cosa semplice semplice che ho potuto notare in quasi 20 anni di lavoro in questo settore. Un cliente paga fior di quattrini per un palazzo pieno di menti pronte all'azione ma la verità è che poi alla ci lavorano sempre i soliti quattro gatti sui vostri brief.
Rassegnatevi.
Nessuno di noi ha mai visto più di 2 coppie creative lavorare sullo stesso progetto e quando capitava era solo per fare gare spesso nate perché qualche cliente, insoddisfatto, si accorgeva dei cartonati che le agenzie mostrava loro dicendo che facevano parte del gruppo di lavoro.
Le idee hanno bisogno di spazio nella testa e nell'aria e non di loft e di lampade fighe. Non hanno bisogno di una fuoriserie guidata dal simpatico Amministratore Delegato o dal Presidente Mondo di turno.
Non hanno bisogno di sale riunioni tirate a lucido nelle quale costringere i creativi a lavorare facendogli saltare il pranzo in cambio di panini col salame accompagnato da quello spirito di gruppo che poi dimenticano a fine mese.
Le idee hanno bisogno di persone felici. E io cazzo se lo sono ancora e nonostante tutto!

 

 

Nobet

 

 

Una panchina. Al bar. Davanti ad una pizza. Al cinema. A letto. Davanti ad una impepata di cozze. Le idee arrivano quando uno vive. Se le cerchi, lo costringi. Se sai aspettarle, incuriosirle e affascinarle, fidatevi che arrivano di corse. Le idee hanno bisogno di essere apprezzate. Capite. Riconosciute.
Fidatevi che uno dei problemi più grossi che avete oggi sul mercato è mostrarsi nudo e senza idee. Oppure, peggio ancora, vestito di idee che non lo sono affatto. Oggi in molti tendono a confondere le idee con i media e così vi propongono migliaia di cazzate che non portano da nessuna parte e che vi costano un occhio della testa. Una volta le bugie avevano le gambe corte, oggi anche tante altre cose.
E il dramma è che voi lo sapete ma aspettate. La routine nel nostro lavoro è come un matrimonio di convenienza. Non chiedetegli passione, coinvolgimento, fantasia perché non saprebbe cosa rispondervi. Chiedetegli sempre e solo la solita minestra riscaldata e la solita pillola per il mal di testa quando si vorrebbe altro.
Io qui ragiono in un modo del tutto diverso. Io qui ragiono.

 

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